Regionali 2021: il pseudoprovenzalismo minaccia la Provenza

Domenica 27 giugno, durante il secondo turno delle elezioni regionali, abbiamo visto in Provenza la vittoria del presidente uscente Renaud Muselier (55,80% dei voti) contro il candidato della RN Teiric Mariani (44,20%).

Anche se possiamo gioire della sconfitta della lista xenofoba e sciovinista-francese di Mariani, la vittoria di Muselier è ancora preoccupante per il futuro della nostra lingua occitana (provenzale, nizzarda e vivaroalpina).

Infatti, nella lista vittoriosa c’è Joan Pèire Richard (Jean-Pierre Richard), il presidente del Collettivo Provenza: è una fucina pseudoprovenzalista che pretende di separare artificialmente il provenzale dal resto dell’occitano quando, in realtà, il provenzale è una varietà costituente della nostra grande lingua occitana. Inoltre, il Collettivo Provenza vuole svalutare il provenzale riducendolo al solo folklore.

Così, il Collettivo Provenza ha già ricevuto dalla regione 1,5 milioni di euro per lanciare un “Osservatorio della Lingua Provenzale” destinato a “preservare le tradizioni regionali”. Il suo consiglio di amministrazione è controllato dal detto Collettivo Provenza. Quell’“Osservatorio” non fa alcun lavoro serio per estendere l’uso del provenzale nella società moderna: si trova completamente al di fuori delle organizzazioni provenzaliste serie e consolidate nella nostra regione come l’Istituto di Studi Occitani (IEO), il Felibritge, le Calandretas, la FELCO, Niça Pantais, Parlarem, il Forum d’oc, il Consiglio della Lingua Occitana, ecc.

Nonostante la sua bassissima rappresentanza nella popolazione della regione, il Collettivo Provenza gode di un forte sostegno politico e di una certa capacità di influenzare i funzionari eletti e le istituzioni pubbliche locali. Non si astenne mai dal pregiudicare l’insegnamento dell’occitano (provenzale, nizzardo, vivaroalpino) ogni volta che ne aveva l’opportunità.

Nel 2016, fu sotto la sua influenza che il presidente regionale Cristian Estrosi ridusse i sussidi alle scuole Calandretas di Provenza di 35 000 euro, prima che il suo successore Renaud Muselier li reintegrasse.

In molte altre situazioni, il Collettivo Provenza ha esercitato pressioni per cercare di chiudere i corsi d’occitano con il pretesto che la lingua della regione non sarebbe stata insegnata lì, il che è una grande bugia. Inoltre, ha cercato di creare un clima di paura sulle persone che insegnano l’occitano. Le persone che difendono e insegnano davvero l’occitano sul campo (provenzale, nizzardo e vivaroalpino) sono esasperate da quell’arroganza del Collettivo Provenza.

Se Joan Pèire Richard diventa consigliere regionale legato alla lingua e alla cultura “regionale”, non è difficile indovinare cosa accadrà alle associazioni che promuovono l’occitano provenzale e che dipendono dalle sovvenzioni della regione.

L’ambiente occitanista della Provenza deve mobilitarsi per impedire la nomina di un membro del Collettivo Provenza alla cultura. Il primo turno delle elezioni ha mostrato che c’è un elettorato occitanista reale e non trascurabile nella regione: come promemoria, la lista autonoma occitanista Sì alla Provenza (Òc per Provença, Oui la Provence) ha ottenuto il 2,18% (25 212 voti).

La sincera promozione della cultura provenzale, nizzarda e alpina, in termini di rappresentatività democratica, è quindi nella lista Sì alla Provenza e no alle opache pressioni esercitate dal Collettivo Provenza.

È giunto il momento di lottare: è tempo di dimostrare che la nuova dinamica della lista Sì alla Provenza sarà sostenibile.

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